Cancellare gli anni orribili, quelli che hanno segnato in negativo l’esistenza di ognuno di noi, è il sogno di tutti. Sarebbe bello se potessimo munirci di un cancellino per cassare i momenti bui della vita, facendo finta che non fossero mai esistiti, passando la mano sul calendario per annullare giorni o anni, lasciando il ricordo solo di quelli belli che ci hanno regalato piacevoli emozioni. Tutto ciò è impossibile, per cui il 2020 lo ricorderemo come l’anno della pandemia da coronavirus.

Così come un’adeguata dose di veleno è necessaria per curare determinate malattie altrettanto necessari, seppure non piaccia, sono i momenti negativi per la crescita dell’uomo. Secondo alcuni addirittura questi ultimi sarebbero più utili in quanto, lacerando l’animo con la sofferenza e il dolore, avrebbero la funzione di indurlo a riflettere sul proprio operato affinché si ravveda e migliori.

Tutto ciò va bene fino a quando i momenti negativi sono conseguenza di un agire errato del singolo individuo rispetto alla società e alle persone che frequenta. Per quanto invece riguarda la pandemia in corso che sta costringendo gli abitanti dell’intero pianeta a barricarsi in casa per contenere il contagio, leggendo e ascoltando le tante dichiarazioni di illustri esperti, nessuno si sbilancia su quale possa esserne la causa . Si opta dalla probabile manipolazione in laboratorio di un virus appartenete alla famiglia corona reso più aggressivo e resistente di quanto originariamente non fosse alterandolo con il DNA di un pipistrello, a quella di un virus sconosciuto di origine naturale che possa essersi alimentato attraverso lo smog.

Questa ridda di supposizioni, prima affermate e poi smentite, alimenta le teorie complottiste, facendo supporre che il virus possa essere il risultato di un esperimento di laboratorio andato male effettuato da una delle due principali potenze mondiali, Cina o USA: i secondi imputano ai primi d’esserne gli artefici in quanto nella città di Wuhan, primo focolaio al mondo del virus, ci sarebbero dei laboratori attrezzati per compiere simili esperimenti e proprio lì ne sarebbe avvenuto uno che avrebbe per oggetto la manipolazione di un virus corona con il DNA di un pipistrello; viceversa i primi attribuiscono ai secondi la responsabilità, non escludendo che il virus possa essere stato introdotto in Cina dai militari americani ad ottobre del 2019 durante i giochi militari svoltisi proprio a Wuhan.

Come siano andati esattamente i fatti probabilmente non lo sapremo mai. Tuttavia c’è una terza supposizione che, seppure è balzata per un attimo nella mente di tanti, in pochi hanno avuto il coraggio di asserirla pubblicamente per evitare di passare per pazzi: e se il virus fosse un mezzo di autodifesa messo a punto dalla natura per difendersi dagli scempi ambientali compiuti dall’uomo nel nome del dio denaro? Un vero e proprio anticorpo con cui fronteggiare la furia distruttrice dell’uomo?

Tale ipotesi è stata avanzata in maniera garbata venerdì sera durante Otto e Mezzo su La Sette dal navigatore solitario Giovanni Soldini: “E’ come se la natura si fosse ribellata alla presenza vorace dell’uomo”.  Una dichiarazione che ha lasciato senza parole Lilli Gruber.

A sostegno delle proprie convinzioni Soldini ha portato esempi che già altri avevano messo in evidenza, ma che non avevano trovato la giusta amplificazione mediatica, forse perché a non si trattava di personaggi pubblici. Il velista ha ricordato che da quando è scoppiata l’epidemia sulla Pianura Padana, una delle zone più inquinate del nostro paese, si è registrato un drastico calo dell’inquinamento atmosfericosituazione simile già si era riscontrata in Cina dove l’inquinamento, fino a quando non scoppiasse il contagio, era tra i più alti al mondo tanto che gli abitanti di molte metropoli camminavano con la mascherina sul viso prima ancora dell’epidemia – e che le acque di molti corsi d’acqua e mari stanno riacquistando la loro originaria limpidezza. Un esempio su tutti il fiume Sarno, il più inquinato d’Europa – come documenta sulla sua pagina Facebook Roberto Braibanti e da cui è tratta la foto che ritrae lo stato attuale del fiume utilizzata per la copertina di questo post – che da un mese, ossia da quando le tante fabbriche che vi sversavano abusivamente e indiscriminatamente di tutto e di più hanno ridotto drasticamente o sospeso le attività, presenta acque chiare come non se ne vedevano da decenni, al pari dei canali veneziani e dei navigli milanesi. Senza contare che gli animali si stanno riappropriando allegramente dei parchi.

Con la sua coraggiosa affermazione Soldini ha posto una questione che a molti apparirà assurda: la natura è un organismo vivente come qualsiasi animale, uomo incluso. Pertanto è in grado di sviluppare gli anticorpi necessari per difendersi dagli agenti esterni – in questo caso l’uomo – che ne minano la sicurezza. Non dimentichiamo che gli antichi si rivolgevano alla terra con l’appellativo di Grande Madre, riconoscendole un ruolo primario per la propria esistenza, vivendo in simbiosi con essa rispettandola anziché distruggerla. Questo spiegherebbe anche perché il virus non colpisce gli animali i quali vivono in simbiosi con la natura, uccidendo solo per nutrirsi e non per diletto come invece fa l’uomo, o rubandole lo spazio necessario per vivere e non sfregiandola come sta avvenendo in Amazonia e in altri luoghi della terra dove si distruggono foreste intere per spianare strade o edificare città e fabbriche.

Cancellare il 2020, facendo finta che non fosse mai esistito, non si può. Sicuramente invece si può riflettere su quanto sta avvenendo, soffermandoci sulle parole di Soldini, chiedendoci se il virus non fosse effettivamente un messaggio che la Natura ci sta inviando affinché la smettiamo di violentarla. Una tragica dimostrazione del proprio potere. Un avvertimento a rivedere il nostro rapporto con essa prima che sia troppo tardi; riscoprendo la nostra intima appartenenza con essa anziché sentircene padroni abusandone indiscriminatamente quasi che fosse lì a nostra disposizione per farne ciò che vogliamo e non per offrirci generosamente e gratuitamente quanto ci occorre per vivere.

Tutti gli esseri viventi si difendono. Quando il figlio la morde forte al collo o l’abbraccia rischiando di soffocarla, la madre se ne libera con un leggero ma deciso strattone, suscitandone il disappunto perché convinto che lo stia ripudiando, non comprendendo che invece lo sta difendendo perché senza di lei sarebbe perduto.

3 thoughts on “COVID 19: E SE LA NATURA SI STESSE DIFENDENDO DALL’UOMO?”

  1. Ne condivido il contenuto, basta pensare al disboscamento delle foreste, all’inquinamento dei mari, allo scioglimento dei ghiacciai, e quante altre..Certo che la figura dell’uomo in natura con la sua evoluzione fisiologica intellettiva ha portato grandi progressi in modo accrescitivo a quel disegno divino paradisiaco, che però ha lasciato la sorte dell’ uomo solo nelle sue mani il quale ha perso il giusto equilibrio abbagliato dal dio denaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *