CUMA, ( L’ORACOLO DELL’AMORE)

CUMA, ( L’ORACOLO DELL’AMORE ) L’ultima volta che Corrado aveva visitato l’acropoli di Cuma fu all’epoca del liceo. Successivamente, nonostante si fosse ripromesso di recarvisi non appena potesse, gli impegni universitari prima e l’attività di cardiologo poi lo avevano costretto a tenere in naftalina quel proposito. Spesso la sera, rientrando a casa da un’estenuante giornata Continue Reading

IL RIVOLUZIONARIO (racconto)

Nell’attesa che l’emergenza sanitaria passi e potremo finalmente tornare – si spera – alla vita di sempre, con un gruppo di amici ci ritroviamo in chat due volte a settimana per discutere di argomenti vari: oggi la discussione verteva sulla libertà. Di seguito un mio racconto inedito in cui affronto il tema. Fin da ragazzino Continue Reading

IL SEME

Elio abitava al secondo piano di un prefabbricato dalla forma cubica. La palazzina apparteneva a un complesso di case istituzionali, dall’uniforme geometria, edificato sulla collina alla periferia della città per accogliere gli sfollati del terremoto. Da lontano l’agglomerato urbano trasmetteva un’intensa sensazione d’aridità. Sede di rancori, odi, rabbie, disperazioni, delusioni. Un ghetto che, all’approssimarsi delle Continue Reading

A CAVALLO DELLA VITA

Man mano che si avvicinava alla costa, l’onda s’ingrossava sempre di più avvolgendo nel suo abbraccio schiumoso qualsiasi cosa si frapponesse al proprio cammino: pesci, granchi, conchiglie, uccelli, barche, uomini. Per un istante tutto veniva sfiorato e accarezzato dalla sua mano spumeggiante mentre, spedita, si ingrossava man mano che si approssimava alla spiaggia. In lontananza Continue Reading

LA CITTÀ DEI CIMMERI

Il mio nome è Milos, sono primo sacerdote dei Cimmeri, il popolo che ha edificato le proprie città nelle viscere della terra ardente, chiamata Flegrea dagli invasori giunti di là dal mare. L’aggettivo “primo”, diversamente da come potrebbe apparire, non si riferisce al grado del mio ruolo, bensì indica che sono il primo maschio a Continue Reading

PARADOSSI

Svuotato d’ogni sostanza, il tempo ristagnava come nebbia nella stanza arredata con due sole sedie di legno, disposte l’una di fronte all’altra, rispettivamente occupate da un uomo sereno e da uno triste, entrambi vestiti di niente. Fasci di luce, cadenti dal soffitto, avvolgevano le loro figure in opache fluorescenze, esaltandone i contrastanti stati d’animo trasparenti Continue Reading