PE’ ‘E STRADE ‘E NAPULE

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Lo scritto che segue è l’introduzione di uno ben più ampio che mi è stato chiesto di curare per spiegare il lavoro che stiamo facendo al Corso di Fotografo Pubblicitario coordinato da Mario Carotenuto presso il Consorzio Nuove Frontiere. Poiché in questa fase di stesura ho potuto dare spazio alla fantasia, non avendo finora mai scritto considerazioni su Napoli, ho ritenuto opportuno pubblicarlo.

La strada non è semplicemente il tracciato degli spostamenti umani da un luogo all’altro del pianeta; la strada è un intreccio di sguardi, di vite, di destini che hanno dato origine alla nascita e all’evoluzione della società. Un percorso articolato di anime che, avanzando originariamente verso l’ignoto, lasciavano una traccia indelebile del proprio passaggio, tracciando la via alle generazioni future, edificando lungo il cammino strutture di servizio necessarie per sé e per quanti li avrebbero seguiti, garantendosi un posto dove fare acquisti, mangiare, dormire, riposare, svagarsi.  

In questa logica dove il vocabolo spostamento assurge a sinonimo di incontro e comunicazione, ma prima ancora di vita e sviluppo, ecco che non a caso uno dei principali corrispondenti del termine strada è arteria. Parola medica che indica un vaso comunicante tra gli organi del corpo umano di vitale importanza per il buon funzionamento dello stesso.

La strada non è dunque solo una via di comunicazione bensì un canale di sviluppo umano indispensabile per comprendere l’evolversi di una società. Nella fattispecie di una città, Napoli, eterno coacervo di identità sociali e culturali che avvicendandosi nei secoli tra la spiaggia, la collina e perfino nel sottosuolo, dando vita alla città porosa di benjaminiana memoria, ha prodotto un inestricabile connubio uomo/vicoli che per molti versi ricorda il mitico centauro.

Se per gli abitanti di altre città la strada rappresenta un luogo di spostamento, un camminamento per andare e tornare da lavoro, da scuola, da una passeggiata, per i napoletani la strada è invece la loro anima, il luogo per eccellenza deputato agli incontri, agli affari, ai chiarimenti, agli amori. Se si vuole vivere e capire Napoli non resta che inoltrarsi per le sue vie rumorose e per gli angusti vicoli, lasciandosi ammaliare dai profumi, dalle voci, dai colori che si levano dalle finestre, dai balconi, dai negozi, dalle pizzerie, dai ristoranti, dalle pasticcerie, dalle bancherelle ammassate lungo i marciapiedi dove puoi comprare di tutto e di più o levare lo sguardo su un muro o su di un palazzo  per ammirare un murales dedicato a San Gennaro o a Maradona perché nell’anima di Napoli sacro e profano si mescolano con naturalezza, senza mai stridere..

Napoli non è una città intersecata da tante vie ma è un’unica grande via intersecata da tante città!

Per meglio comprendere questa idea abbiamo deciso di realizzare un progetto fotografico, di cui la presente brochure è la sintesi, dividendoci in quattro gruppi di lavoro e focalizzando ogni singolo gruppo la propria attenzione su una delle tante città che sorgono su quell’immensa via che è Napoli, raccogliendo non solo immagini ma anche testimonianze dirette dalla voce dei protagonisti. Un gruppo si è occupato dello street food, il cibo di asporto che si vende lungo la via; un altro dello street shop, le miriadi di bancarelle assiepate sulla strada; un altro della street art, ovvero dei numerosi murales che tappezzano i muri di Napoli, in alcuni casi coprendo con un volto o un panorama l’intera facciata di un palazzo; un altro di street artists, gli artisti di strada che soprattutto nel centro di Napoli non mancano mai.

Questi quattro aspetti rappresentano però solo una minima parte delle tante sfaccettature caratterizzanti Napoli. La naturale mutevolezza con cui la città è in grado di cambiare aspetto è tale che difficilmente uno scatto effettuato nello stesso punto in due momenti diversi si somiglierà. Non tanto perché in fotografia ogni singola foto riproduce un istante unico ma perché Napoli è una realtà a sé che cambia umore e aspetto in un battito di ciglia.

Napoli è una modella bella, affascinante, dolce, sensuale, capricciosa, impertinente, scontrosa alla quale non devi mai chiederle di mettersi in posa come tu vorresti. Napoli devi fotografarla così com’è, affidandoti al suo estro e alla sua voglia di apparire. Solo così puoi coglierne l’essenza magica che la rende multiforme strada unica al mondo.

About Post Author

vincenzo giarritiello

Nato a Napoli nel 1964, Vincenzo Giarritiello fin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura. Nel 1997 pubblica L’ULTIMA NOTTE E ALTRI RACCONTI con Tommaso Marotta Editore; nel 2000 LA SCELTA con le Edizioni Tracce di Pescara. Nel 1999 la rivista letteraria L’IMMAGINAZIONE pubblica il suo racconto BARTLEBY LO SCRIVANO… EPILOGO, rivisitazione del famoso racconto di H. Melville. Dal 2002 al 2009 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi tra cui uno presso la sezione femminile dell’IPM di Nisida, esperienza che racconta nel libro LE MIE RAGAZZE – RAGAZZE ROM SCRIVONO edito nel 2019. Tra il 2017 e il 2020 ha ristampato L’ULTIMA NOTTE e pubblicato SIGNATURE RERUM (il sussurro della sibilla), RAGGIOLO, UNO SCORCIO DI PRADISO IN TERRA e la raccolta di racconto L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI. Nel 2020 ha pubblicato con le edizioni Helicon il romanzo IL RAGAZZO CHE DANZÒCON IL MARE. Ha collaborato e collabora con diverse associazioni culturali (Magaris; Lux in fabula), con riviste cartacee e digitali tra cui IL BOLLETTINO FLEGREO, NAPOLI PIÙ, MEMO, GIORNALE WOLF, COMUNICARE SENZA FRONTIERE, QUICAMPIFLEGREI.IT. Nel 2005 ha aperto il blog LA VOCE DI KAYFA e nel 2017 LA VOCE DI KAYFA 2.0. Dal 2019 ha attivato il sito www.vincenzogiarritiello.it. Per la sua attività di scrittore e poeta in vernacolo ha ricevuto riconoscimenti letterari.
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