LELLO ARTIACO, IL DECANO DEI RUNNER PUTEOLANI

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Di seguito il mio articolo apparso su IL CRALLINO di febbraio 2006

Con 29 maratone all’attivo e un infinito numero di 10 e 21 km, Raffaele Artiaco, classe 1953, è il decano dei runner puteolani. Nel suo palmares spiccano le SIX MARATHON, (Abbott World Marathon Majors), le sei maratone più importanti del mondo che ne fanno una piccola leggenda vivente nel panorama sportivo flegreo: New York, Berlino, Londra, Chicago, Tokyo, Boston.

Praticante dello sport da che era ragazzo – in gioventù ha giocato a calcio nelle giovanili del Napoli -,la passione per la corsa scoppia nel 2005 grazie a due amici, Enzo Di Bonito e Enrico Daniele, che lo convincono a seguirli nelle loro sgambate mattutine fino ad avvicinarlo all’agonistica, partecipando nel 2006 alla sua prima maratona a New York.

Questa sua passione per lo sport deriva dal rispetto che ha per la vita e per se stesso. Allenandosi di mattina presto ne ha ricavato benefici psicofisici che si riflettono positivamente nel lavoro, in famiglia e nella vita sociale: iniziare la giornata lavorativa dopo essersi dedicato alla sua passione, lo rende particolarmente attivo e lucido mentalmente a livello professionale e sociale.

Si allena cinque volte a settimana, percorrendo complessivamente tra i 60 e i 70 km. Ma quando deve preparare una maratona riesce a correrne anche 100.

Le emozioni che ne ricava correndo sul lungomare di Pozzuoli, insieme al gruppo Friends, sono indescrivibili.

Solo chi pratica la sua stessa passione come il sottoscritto, può capirle.

In Italia ha corso maratone da Sud a Nord: Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Milano. All’estero è stato in ogni angolo del pianeta: Honolulu, Singapore, Tokio, Chicago, New York, Helsinki, Londra, Stoccolma, Monaco, Parigi, Dublino, Boston, Berlino, Barcellona ecc. Portando sempre il nome della sua amata Pozzuoli stampato sulla maglia, coltivando amicizie in tante nazioni.

In famiglia sono ben felici di questa sua sana passione che, a scapito dell’età, gli consente di sfoggiare una condizione psicofisica invidiabile facendone un modello di vita.

A riguardo Artiaco si sente in dovere di esortare chiunque volesse, seppure in tarda età, migliorare il proprio stile di vita, a praticare sport, nel caso specifico la corsa.

Ma senza esagerare e, soprattutto, previo controllo medico, stando bene attenti ad una sana e moderata alimentazione.

La morale che potremmo trarre dalla sua passione per la corsa è la seguente: vivere di sport non è affatto una mania. Bensì rispetto verso se stessi e uno sprone per quanti, pur desiderosi di iniziare a fare moto, giustificano la propria inerzia trincerandosi dietro l’alibi dell’età avanzata.

Come in tutte le cose, non esiste un’età specifica per iniziare: volere è potere.

Raffaele Artiaco è la testimonianza che chi sa seminare, a qualunque età, alla fine raccoglierà sempre buoni frutti.

Correre è una sana medicina per la mente e per il corpo!

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