“UN UOMO BUONO” E’ TRA I VINCITORI DELLA 47° EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO CASENTINO!

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La fine di una bella vacanza è sempre accompagnata da un pizzico di malinconia. Il pensiero che stai per lasciarti alle spalle quei bei momenti di spensieratezza, serenità e allegria condivisi con i familiari e con gli amici per ritornare allo stress della quotidianità, alimenta nell’animo una sorta di magone che aumenta man mano che si approssima il rientro. In quegli attimi sei tentato di disfare le valige, di buttare tutto all’aria e restare lì per sempre. Ma sai bene che nella vita esistono delle priorità da cui non si può prescindere, e allora tiri un sospiro profondo e continui a fare i bagagli, augurandoti che l’anno voli via presto e la prossima estate giunga alle porte.

Tuttavia, se poche ore prima del rientro, ti viene comunicato che il romanzo in cui hai raccontato il dramma che tu e la tua famiglia viveste quando tuo padre si ammalò di Alzheimer è tra i vincitori di un prestigioso premio letterario, la malinconia e la rabbia scompaiono d’incanto, lasciando spazio alla soddisfazione ché il tuo lavoro di artista è meritevole di riconoscimenti.

Se da un lato ciò ti ripaga per la sofferenza che hai patito mentre lo scrivevi, versando quelle lacrime che non versasti quando affrontasti quei tragici momenti perché, davanti al dramma, non potevi permetterti il lusso di pensare ma dovevi solo agire e basta; dall’altro lato quel premio non avresti voluto mai riceverlo perché, in quel modo, avrebbe significato che la vita aveva risparmiato a te e ai tuoi le sofferenze, il dolore e le umiliazioni che foste costretti ad affrontare in tutti quegli anni che gli foste vicini.

È allora che ti rendi conto che il premio non appartiene solo a te: esso è prima di tutto di tuo padre, per le tante sofferenze che patì durante la malattia; è di tua madre, per gli infiniti sforzi che fece, nonostante l’età e gli acciacchi la schiacciassero come macigni, facendosi carico, fino a quando poté, in prima persona della sua assistenza per evitare a tua sorella e a te di occuparvene, temendo che, se lo aveste fatto, avreste messo a rischio la stabilità delle vostre famiglie. Esso appartiene a tua sorella che, dal momento in cui i medici pronunciarono la maledetta sentenza, si rimboccò le maniche e, nonostante le rassicurazioni di mamma che da sola ce l’avrebbe fatta, si prese cura di lui, confidando nella tua collaborazione. Ed è anche di tua moglie e dei tuoi figli, di tuo cognato e dei tuoi nipoti perché mai, nemmeno per un istante, pretesero che sia tua sorelle sia tu spostaste l’attenzione da papà verso di loro sentendosi trascurati.

Come ho scritto nel libro, se non hai la fortuna di avere una famiglia fortemente unita, l’Alzheimer, così come tante altre malattie degenerative che richiedono la presenza costante al fianco dell’ammalato, ha il potere di alimentare lotte fratricide e dissidi tra coniugi, distruggendo interi nuclei familiari.

Ribadisco, questo premio non avrei mai voluto riceverlo, semplicemente perché non avrei mai voluto vivere tale tragedia e sentire poi il bisogno di raccontarla per purgarmi l’animo dalle scorie che, a distanza di tanti anni, lo straziavano e in parte tuttora lo straziano, sperando che, raccontandola, non solo mi sarebbe servita a elaborare il dramma, ma potesse fungere anche da guida per quanti hanno la sventura di vivere una simile, immane tragedia.

Poiché la giuria ha voluto premiare il libro meritevole, non posso che dedicarlo a papà. Esso è prima di tutto suo.

Spero che, dopo tanto soffrire, abbia finalmente trovato la pace che meritava. Lui era davvero UN UOMO BUONO.

Grazie papà, ovunque tu sia!

About Post Author

vincenzo giarritiello

Nato a Napoli nel 1964, Vincenzo Giarritiello fin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura. Nel 1997 pubblica L’ULTIMA NOTTE E ALTRI RACCONTI con Tommaso Marotta Editore; nel 2000 LA SCELTA con le Edizioni Tracce di Pescara. Nel 1999 la rivista letteraria L’IMMAGINAZIONE pubblica il suo racconto BARTLEBY LO SCRIVANO… EPILOGO, rivisitazione del famoso racconto di H. Melville. Dal 2002 al 2009 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi tra cui uno presso la sezione femminile dell’IPM di Nisida, esperienza che racconta nel libro LE MIE RAGAZZE – RAGAZZE ROM SCRIVONO edito nel 2019. Tra il 2017 e il 2020 ha ristampato L’ULTIMA NOTTE e pubblicato SIGNATURE RERUM (il sussurro della sibilla), RAGGIOLO, UNO SCORCIO DI PRADISO IN TERRA e la raccolta di racconto L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI. Nel 2020 ha pubblicato con le edizioni Helicon il romanzo IL RAGAZZO CHE DANZÒCON IL MARE. Nel 2021, sempre con le Edizioni Helicon, ha pubblicato il romanzo UN UOMO BUONO (mio padre malato di Alzheimer). Ha collaborato e collabora con diverse associazioni culturali (Magaris; Lux in fabula), con riviste cartacee e digitali tra cui IL BOLLETTINO FLEGREO, NAPOLI PIÙ, MEMO, GIORNALE WOLF, COMUNICARE SENZA FRONTIERE, QUICAMPIFLEGREI.IT. Nel 2005 ha aperto il blog LA VOCE DI KAYFA e nel 2017 LA VOCE DI KAYFA 2.0. Dal 2019 ha attivato il sito www.vincenzogiarritiello.it. Per la sua attività di scrittore e poeta in vernacolo ha ricevuto riconoscimenti letterari.
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