Allagamenti nei Comuni Flegrei: il cambiamento climatico è solo un paravento per l’inadempimento politico

FOTO ANSA
0 0
Read Time:2 Minute, 47 Second

Gli allagamenti e i danni provocati in diversi Comuni flegrei dal maltempo che sta sferzando la Campania non possono, e non devono, essere addebitati solo al cambiamento climatico. È vero che il clima europeo somiglia sempre più a quello tropicale, ma la prima causa di questo disastro è l’inadempienza delle autorità e degli enti locali deputati alla manutenzione stradale, urbana ed extraurbana.

Nonostante le reiterate denunce di singoli cittadini e comitati di quartiere sui rischi derivanti da scoli stradali e chiusini otturati, chi di dovere continua a fare orecchie da mercante, come se la cosa non lo riguardasse. Eppure è evidente: se non si libera la rete di drenaggio in tempo, i canali si trasformano in trappole per abitanti e automobilisti.

Un esempio su tutti è Via Madonna del Pantano, a Varcaturo. Ormai non si contano più le segnalazioni dei residenti, esasperati da allagamenti stradali che si manifestano non appena inizia a cadere la prima pioggia. Non sono bastate denunce sui giornali e nei telegiornali, PEC o manifestazioni di piazza per smuovere chi ha il compito istituzionale di garantire la sicurezza e la vivibilità.

Tutti siamo capaci di allargare le braccia in maniera sconsolata attribuendo la colpa all’inclemenza del tempo. Ma chi incassa le tasse non può e non deve permettersi questo lusso. I soldi versati dai contribuenti dovrebbero essere spesi per garantire servizi efficienti, a tutela dell’incolumità pubblica.

I video pubblicati sui social in questi giorni suscitano sconcerto: strade statali, provinciali e urbane trasformate in fiumi in piena, con l’acqua che invade persino le attività commerciali. Viene da chiedersi: dov’è chi è deputato alla tutela della sicurezza? Che fine hanno fatto i fondi investiti nel corso degli anni per arginare questi scempi da terzo mondo? È da vigliacchi puntare il dito contro il cielo.

Oggi i sistemi di previsione meteo hanno una precisione tale da consentire alla Protezione Civile di lanciare le allerte con largo anticipo. I Comuni possono così chiudere preventivamente le scuole e i luoghi pubblici per limitare i danni. Ma allora perché non si attuano azioni preventive concrete sul territorio, a partire dalla pulizia dei canali di scolo nelle zone a rischio? Perché si deve arrivare al punto in cui gli alunni restano bloccati nelle scuole e i veicoli rischiano di “inabissarsi” sull’asfalto?

La politica nasce per servire la comunità, non per servirsene. La magistratura sta già indagando per capire i motivi del crollo dei costoni a Pozzuoli e Bacoli dello scorso 31 luglio, dove si ipotizza una mancata messa in sicurezza nonostante i finanziamenti. Allo stesso modo, i magistrati dovrebbero accendere un faro sulle mancate risposte delle autorità locali alle denunce dei cittadini per la viabilità impraticabile, proprio come accade in via Madonna del Pantano.

La responsabilità non è solo locale. Anche l’ANAS, responsabile delle strade statali, ha le sue colpe. Gli allagamenti di questi giorni sulla SS 7 Quater tra Varcaturo e Lago Patria si sarebbero potuti evitare, o quantomeno limitare, se i tecnici fossero intervenuti per liberare i raccoglitori laterali ostruiti dai rifiuti, come sollecitato da più cittadini tramite PEC.

Possibile che in questo Paese la parola “prevenzione” sia sconosciuta? È mai possibile che si conosca solo la parola “emergenza”, che spesso fa rima con lo stanziamento di fondi a pioggia dopo ogni disastro? Resta un grande interrogativo: quando quelle risorse arrivano, come vengono realmente spese per il territorio?

About Post Author

vincenzo giarritiello

Nato a Napoli nel 1964, Vincenzo Giarritiello fin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura. Nel 1997 pubblica L’ULTIMA NOTTE E ALTRI RACCONTI con Tommaso Marotta Editore; nel 2000 LA SCELTA con le Edizioni Tracce di Pescara. Nel 1999 la rivista letteraria L’IMMAGINAZIONE pubblica il suo racconto BARTLEBY LO SCRIVANO… EPILOGO, rivisitazione del famoso racconto di H. Melville. Dal 2002 al 2009 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi tra cui uno presso la sezione femminile dell’IPM di Nisida, esperienza che racconta nel libro LE MIE RAGAZZE – RAGAZZE ROM SCRIVONO edito nel 2019. Tra il 2017 e il 2020 ha ristampato L’ULTIMA NOTTE e pubblicato SIGNATURE RERUM (il sussurro della sibilla), RAGGIOLO, UNO SCORCIO DI PARADISO IN TERRA e la raccolta di racconto L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI. Nel 2020 ha pubblicato con le edizioni Helicon il romanzo IL RAGAZZO CHE DANZÒ CON IL MARE. Nel 2021, sempre con le Edizioni Helicon, ha pubblicato il romanzo UN UOMO BUONO (mio padre malato di Alzheimer). Ha collaborato e collabora con diverse associazioni culturali (Magaris; Lux in fabula), con riviste cartacee e digitali tra cui IL BOLLETTINO FLEGREO, NAPOLI PIÙ, MEMO, GIORNALE WOLF, COMUNICARE SENZA FRONTIERE, QUICAMPIFLEGREI.IT. Nel 2005 ha aperto il blog LA VOCE DI KAYFA e nel 2017 LA VOCE DI KAYFA 2.0. Dal 2019 ha attivato il sito www.vincenzogiarritiello.it. Per la sua attività di scrittore e poeta in vernacolo ha ricevuto riconoscimenti letterari.
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %