Quando il potere parla in nome di Dio: l’ombra dell’Anticristo

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Questa mattina un amico, a conoscenza dei miei interessi ermetici, ha condiviso con me un video di un’intervista radiofonica ad Alessandro Meluzzi. Senza se e senza ma, lo psichiatra, politico e saggista affermava che dietro i Rothschild, i Rockefeller e i Soros agirebbe un potere luciferino.

Ascoltandolo, non ho potuto fare a meno di riandare con la mente a Trump e alle foto che lo ritraevano nello Studio Ovale della Casa Bianca, circondato da un gruppo di accoliti che gli imponevano le mani sul capo, pregando affinché lo spirito divino discendesse su di lui. Ho pensato anche ai meme in cui viene raffigurato nei panni di Gesù o in quelli del Papa. O addirittura a quello in cui Gesù stesso gli impone le mani, quasi a conferirgli un’investitura divina.

Chi pensava che fosse trascorso il tempo in cui la politica giustificava il proprio agire in nome di Dio si sbagliava.

In nome di Dio, il governo di Israele sta conducendo a Gaza e in Cisgiordania una guerra che, per la devastazione prodotta e il numero delle vittime civili, considero genocidaria. Per giustificare quanto sta accadendo, Netanyahu e alcuni esponenti del suo governo hanno fatto ricorso perfino al concetto biblico di «popolo eletto» e ad altri riferimenti alle Scritture, presentando le proprie azioni come coerenti con una volontà divina espressa nel Vecchio Testamento.

Follia pura, verrebbe da pensare. Eppure, è proprio questo il punto che dovrebbe indurci a riflettere: l’utilizzo di Dio per legittimare la violenza dell’uomo sull’uomo.

Netanyahu e alcuni esponenti del suo governo fanno riferimento al Dio della Bibbia. Ma se il Dio del Vecchio Testamento è lo stesso annunciato nel Nuovo Testamento, ovvero quel Dio d’amore cui fa riferimento Gesù, qualcosa non quadra.

Come può un Dio d’amore giustificare l’orrore di Gaza e i crimini commessi dai coloni israeliani in Cisgiordania? Come può un Dio d’amore giustificare le cosiddette guerre preventive attuate da Israele per difendersi, a suo dire, da possibili attacchi di Paesi nemici, Iran in testa?

No, c’è un’evidente stonatura in tutto ciò.

Come nessun Dio d’amore avrebbe potuto acconsentire allo sterminio degli ebrei perpetrato dai nazisti, con l’ausilio dei fascisti, durante la Seconda guerra mondiale, nessun Dio d’amore potrebbe acconsentire a quanto sta accadendo oggi a Gaza a opera del governo israeliano.

Che Trump e tanti governi occidentali, incluso quello italiano, appartenenti a Paesi che affondano le proprie radici culturali nel cristianesimo, continuino a sostenere Netanyahu appare, almeno ai miei occhi, una contraddizione difficilmente conciliabile con i valori cristiani che dichiarano di difendere.

Se poi mettiamo in conto la rappresentazione quasi messianica che Trump asseconda di sé, con immagini e simboli che sembrano attribuirgli una sorta di investitura superiore, la contraddizione diventa ancora più inquietante.

Eppure anziché interrogarsi seriamente su questa commistione tra religione, potere e politica, molti governanti occidentali sostenitori di Trump sorridono come se si trattasse soltanto di folklore o di innocue stravaganze.

Ma siamo sicuri che lo siano?

Possibile che a nessuno sia passato per la mente che tutte queste «follie» possano essere lette anche come il segnale di qualcosa di più profondo? Che dietro l’uso sempre più spregiudicato di Dio per giustificare il potere, la guerra e la violenza si nasconda proprio ciò che la tradizione cristiana definisce anticristico?

Non intendo dare una risposta. Mi limito a porre una domanda.

Le parole di Meluzzi, il quale da un bel po’ di tempo è praticamente scomparso dagli schermi televisivi e dai microfoni radiofonici, dovrebbero quantomeno indurci a riflettere: siamo davvero certi che, dietro l’apparente razionalità con cui il potere governa il mondo, non agisca anche quel principio oscuro che, nelle tradizioni religiose ed ermetiche, l’uomo ha chiamato nei secoli Demonio?

About Post Author

vincenzo giarritiello

Nato a Napoli nel 1964, Vincenzo Giarritiello fin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura. Nel 1997 pubblica L’ULTIMA NOTTE E ALTRI RACCONTI con Tommaso Marotta Editore; nel 2000 LA SCELTA con le Edizioni Tracce di Pescara. Nel 1999 la rivista letteraria L’IMMAGINAZIONE pubblica il suo racconto BARTLEBY LO SCRIVANO… EPILOGO, rivisitazione del famoso racconto di H. Melville. Dal 2002 al 2009 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi tra cui uno presso la sezione femminile dell’IPM di Nisida, esperienza che racconta nel libro LE MIE RAGAZZE – RAGAZZE ROM SCRIVONO edito nel 2019. Tra il 2017 e il 2020 ha ristampato L’ULTIMA NOTTE e pubblicato SIGNATURE RERUM (il sussurro della sibilla), RAGGIOLO, UNO SCORCIO DI PARADISO IN TERRA e la raccolta di racconto L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI. Nel 2020 ha pubblicato con le edizioni Helicon il romanzo IL RAGAZZO CHE DANZÒ CON IL MARE. Nel 2021, sempre con le Edizioni Helicon, ha pubblicato il romanzo UN UOMO BUONO (mio padre malato di Alzheimer). Ha collaborato e collabora con diverse associazioni culturali (Magaris; Lux in fabula), con riviste cartacee e digitali tra cui IL BOLLETTINO FLEGREO, NAPOLI PIÙ, MEMO, GIORNALE WOLF, COMUNICARE SENZA FRONTIERE, QUICAMPIFLEGREI.IT. Nel 2005 ha aperto il blog LA VOCE DI KAYFA e nel 2017 LA VOCE DI KAYFA 2.0. Dal 2019 ha attivato il sito www.vincenzogiarritiello.it. Per la sua attività di scrittore e poeta in vernacolo ha ricevuto riconoscimenti letterari.
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One thought on “Quando il potere parla in nome di Dio: l’ombra dell’Anticristo”

  1. Esiste un libro della Bibbia credo sia l’apocalisse in cui si dice che il mondo sarà governato per mille anni da
    Satana, la follia è la violenta crudeltà che contraddistinguono i nostri giorni sembrano un chiaro segnale…

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