Oggi 25 aprile è il terzo anno consecutivo che la Festa della Liberazione viene celebrata da un governo di centrodestra presieduto da un leader della destra italiana di chiara derivazione fascista.
L’attuale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è la leader di FdI (Fratelli d’Italia) che deriva da AN (Alleanza Nazionale) fondata da Gianfranco Fini nelle 1995 dopo aver sciolto l’MSI fondato nel 1947, il cui leader incontrastato, nonché uno dei fondatori, Giorgio Almirante, durante la Repubblica Sociale di Salò ricoprì il ruolo di Ministro della Cultura Popolare.
Da quando l’attuale governo si è insediato a Palazzo Chigi, ripetutamente in concomitanza con le celebrazioni della Liberazione, si è auspicato che i suoi membri, Meloni in testa, si dichiarassero antifascisti, senza se e senza ma. […]
DISCORSO DI FINE ANNO: PAROLE, PAROLE, PAROLE…
In quarantadue anni di discorsi di fine anno, alcuni davvero belli – soprattutto quelli di Pertini, ex partigiano che il fascismo lo aveva combattuto per davvero al punto da rischiare la vita, affermando ripetutamente, “Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica… il fascismo è l’antitesi di tutte le fedi politiche […], perché opprime le fedi altrui” -, se un quinto di questi discorsi si fossero tradotti in fatti oggi l’Italia sarebbe uno dei paesi politicamente e socialmente più vivibili al mondo.
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Di certo l’accaduto denota un’assoluta ignoranza in campo comunicativo di chi ha preso tale decisione. Possibile che costui non immaginasse che nell’era di internet, ponendo il veto al monologo, in rete si sarebbe scatenato il passaparola, consentendo al testo di diffondersi in maniera esponenziale dagli Appennini alle Ande, incuriosendo e inducendo alla lettura anche coloro che di argomenti simili di solito non se ne interessano?
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