25 aprile tra Liberazione e ipocrisia.

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Oggi, 25 aprile 2025, è il terzo anno consecutivo che la Festa della Liberazione viene celebrata da un governo di centrodestra presieduto da un leader della destra italiana di chiara estrazione fascista.

L’attuale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è la leader di FdI (Fratelli d’Italia) che deriva da AN (Alleanza Nazionale) fondata da Gianfranco Fini nel 1995, dopo lo scioglimento del’MSI, nato nel 1947, il cui leader incontrastato, nonché uno dei padri fondatori, Giorgio Almirante, durante la Repubblica Sociale di Salò ricoprì il ruolo di Ministro della Cultura Popolare.

Da quando l’attuale governo si è insediato a Palazzo Chigi, ripetutamente in concomitanza con le celebrazioni della Liberazione, si è auspicato che i suoi membri, Meloni in testa, si dichiarassero antifascisti senza se e senza ma.

Finora ciò non è avvenuto. Seppure in più occasioni sia la Presidente del Consiglio sia alcuni membri del governo, anche loro di estrazione missina, con una serie di circonlocuzioni verbali da fare invidia al miglior equilibrista della parola, si fossero pubblicamente schierati per la difesa delle libertà.

E ci mancava pure che facessero il contrario…  

Oggi, però, questa festa ha un sapore particolare. La morte di Papa Francesco, i cui funerali si celebreranno domani, sta svelando in maniera disarmante quanta ipocrisia si annida a livello globale nei palazzi del potere.

Papa Francesco era contro la guerra. Ma soprattutto reputava il riarmo, sostenuto dalla Meloni, dal suo governo, dalla sua maggioranza e anche da alcune frange dell’opposizione incluso il PD, necessario per fronteggiare eventuali velleità bellicista della Russia di Putin nei confronti dell’Europa.

Anche perché il neoeletto Presidente americano Trump, anche lui domani presente con la moglie ai funerali, per nulla in sintonia con Papa Francesco, ha esplicitamente affermato che l’America non dovrà più spendersi militarmente per la difesa dell’Europa, minacciando che gli USA potrebbero uscire dalla NATO.

Una dichiarazione che spalanca un dubbio: se ciò dovesse avvenire davvero, l’Europa non rischierebbe di ritrovarsi a fungere da cavallo di Troia per gli USA, considerate le centinaia di bombe atomiche stipate nelle basi militare americane europee incluse quelle italiane?

Domani ai funerali di Papa Francesco presenzieranno quasi tutti i leader mondiali. Non ci saranno né Putin né Netanyahu. Quest’ultimo ufficialmente diserterà per ritorsione verso le parole di accusa di Papa Francesco sul genocidio palestinesi che Israele sta perpetrando a Gaza.

Tuttavia si dimentica che su entrambi i leader pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra. Pertanto, se mettessero piede sul suolo italiano, rischierebbero l’arresto in quanto l’Italia è tra i paesi che riconoscono la CPI.

Ma il condizionale è d’obbligo.  Se Putin e Netanyahu domani sbarcassero in Italia probabilmente non accadrebbe nulla perché il Ministro della Giustizia Nordio non ha mai trasmesso gli atti alla Procura di Roma. Almeno per quanto riguarda il leader russo.

Domani ai funerali di Papa Francesco assisteremo alla fiera dell’ipocrisia. Persone che da vivo di lui ne dicevano peste e corna – il primo è proprio il Presidente Argentino Milei, anche lui presente ai funerali, che lo definì «Asino»; «rappresentante del maligno nella casa di Dio e sulla terra»; «imbecille»; «indegno»; «gesuita che ha un’affinità con comunisti assassini»; promotore di «politiche ecclesiali di m…a» – domani, a capo chino, gli renderanno l’estremo saluto.

Non si può escludere che reclinando il capo, in cuor loro non ringrazieranno Dio per aver tolto loro dalle scatole quel seccatore di Francesco il quale auspicava la pace invece della guerra, si schierava dalla parte dei poveri anziché inchinarsi al cospetto dei ricchi e dei potenti.

Come loro, sicuramente per la sua scomparsa hanno sorriso compiaciuti diversi ecclesiastici e laici inclini a una interpretazione ortodossa del messaggio evangelico.

Ai loro occhi Papa Francesco era una figura invisa per le sue aperture progressiste verso il mondo omosessuale, il sacerdozio delle donne e altre questioni verso cui la Chiesa è da sempre contraria.

Quegli stessi ecclesiastici e laici che come struzzi affossano la testa nel terreno quando si tratta di affrontare la questione dei preti pedofili o del mercimonio nella Chiesa con la riproposizione dei mercanti nel Tempio dopo che Gesù li aveva scacciati.

Una cosa è certa, al di là delle belle parole di circostanza che si stanno proferendo in sua memoria da lunedì mattina, giorno della sua scomparsa, domani Francesco si rivolterà nella tomba.

Sorge il sospetto che, se finora non lo ha fatto, è perché non l’hanno ancora chiusa!  

About Post Author

vincenzo giarritiello

Nato a Napoli nel 1964, Vincenzo Giarritiello fin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura. Nel 1997 pubblica L’ULTIMA NOTTE E ALTRI RACCONTI con Tommaso Marotta Editore; nel 2000 LA SCELTA con le Edizioni Tracce di Pescara. Nel 1999 la rivista letteraria L’IMMAGINAZIONE pubblica il suo racconto BARTLEBY LO SCRIVANO… EPILOGO, rivisitazione del famoso racconto di H. Melville. Dal 2002 al 2009 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi tra cui uno presso la sezione femminile dell’IPM di Nisida, esperienza che racconta nel libro LE MIE RAGAZZE – RAGAZZE ROM SCRIVONO edito nel 2019. Tra il 2017 e il 2020 ha ristampato L’ULTIMA NOTTE e pubblicato SIGNATURE RERUM (il sussurro della sibilla), RAGGIOLO, UNO SCORCIO DI PARADISO IN TERRA e la raccolta di racconto L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI. Nel 2020 ha pubblicato con le edizioni Helicon il romanzo IL RAGAZZO CHE DANZÒ CON IL MARE. Nel 2021, sempre con le Edizioni Helicon, ha pubblicato il romanzo UN UOMO BUONO (mio padre malato di Alzheimer). Ha collaborato e collabora con diverse associazioni culturali (Magaris; Lux in fabula), con riviste cartacee e digitali tra cui IL BOLLETTINO FLEGREO, NAPOLI PIÙ, MEMO, GIORNALE WOLF, COMUNICARE SENZA FRONTIERE, QUICAMPIFLEGREI.IT. Nel 2005 ha aperto il blog LA VOCE DI KAYFA e nel 2017 LA VOCE DI KAYFA 2.0. Dal 2019 ha attivato il sito www.vincenzogiarritiello.it. Per la sua attività di scrittore e poeta in vernacolo ha ricevuto riconoscimenti letterari.
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