25 aprile tra Liberazione e ipocrisia.

Oggi 25 aprile è il terzo anno consecutivo che la Festa della Liberazione viene celebrata da un governo di centrodestra presieduto da un leader della destra italiana di chiara derivazione fascista.
L’attuale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è la leader di FdI (Fratelli d’Italia) che deriva da AN (Alleanza Nazionale) fondata da Gianfranco Fini nelle 1995 dopo aver sciolto l’MSI fondato nel 1947, il cui leader incontrastato, nonché uno dei fondatori, Giorgio Almirante, durante la Repubblica Sociale di Salò ricoprì il ruolo di Ministro della Cultura Popolare.
Da quando l’attuale governo si è insediato a Palazzo Chigi, ripetutamente in concomitanza con le celebrazioni della Liberazione, si è auspicato che i suoi membri, Meloni in testa, si dichiarassero antifascisti, senza se e senza ma. […]

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Il lavoratore non è uno schiavo, seppure fosse stagionale

Da mercoledì 19 maggio, seppure per gradi, l’Italia del covid prova a ripartire. Una ripresa lenta, graduale, ma si riparte. Tralasciando quali possano essere i reali motivi di questa ripartenza secondo alcuni azzardata, sui media è in corso una discussione alimentata dalle parole pronunciate dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in una delle sue ultime dirette Facebook. Stando al Governatore la difficoltà dei ristoratori, ma non solo, di reperire stagionali durante il periodo estivo sarebbe colpa del reddito di cittadinanza: “Per le attività stagionali non si trova più personale. È uno dei risultati paradossali del reddito di cittadinanza. Se tu mi dai 700 euro al mese e io mi vado a fare qualche doppio lavoro, io non ho interesse ad alzarmi la mattina alle 6 per andare a lavorare.”

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