Nel suo romanzo Miele ci racconta di una Napoli che, nonostante lo scorrere degli anni, tuttora esiste; una Napoli che non troviamo solo nelle commedie di Eduardo ma anche nelle opere di De Crescenzo, Troisi, Salemme e altri autori contemporanei dalla cui opere si riflette un passato che non muore mai, una Napoli che continua a esistere non soltanto nei quartieri storici della città ma anche tra le mura di un moderno quartiere perché la caratteristica di quella Napoli del passato, da molti denominata napoletanità, è una condizione atavica che si tramanda di generazione in generazione.
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