Per noi runner quello fu un periodo di pura follia. Non potendo correre – se lo avessimo fatto rischiavamo l’arresto quali potenziali untori – in tanti ci creammo delle alternative pur di tenerci in forma. Ricordo che un amico prese a correre sul terrazzo di casa come se fosse un lupo in gabbia. Un altro, nella speranza che a ottobre avrebbe partecipato alla maratona di New York che fu poi rinviata, si studiò dei percorsi alternativi che mai avrebbe compiuto in una condizione di normalità. Anche in quel caso spesso dovette correre più del solito per sfuggire a una volante della polizia o a un auto dei carabinieri che lo inseguivano per bloccarlo tra vicoli e vicoletti.
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