Anima Mundi, quando la Natura mi prese per mano

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Finché ho potuto, ogni anno, quando venivo in vacanza a Raggiolo, portavo con me le scarpette da corsa e, a giorni alterni, la mattina correvo tra i monti per almeno una dozzina di chilometri.

Un anno, in vista della maratona di Firenze che si sarebbe svolta alla fine di ottobre, ne percorsi quasi trenta. Un’esperienza unica, che solo chi l’ha vissuta può comprendere.

Da tre anni, a causa di un’osteopenia alla caviglia sinistra, non posso più correre. Così, come a Pozzuoli faccio lunghe camminate sul lungomare, a Raggiolo cammino tra i monti.

Inoltrarmi nel cuore della montagna, circondato dalla fitta vegetazione, accompagnato dal rumore dei ruscelli e dei fiumi e dal ritmo del mio respiro, mi rasserena. È in quei momenti che percepisco quanto sia intimo e profondo il legame tra l’uomo e la natura.

Mentre avanzo spedito tra le montagne, ho la sensazione che una voce di donna mi stia chiamando.

Mi guardo intorno, chiedendomi chi sia. Non vedendo nessuno, penso che quella voce sia soltanto frutto della mia fantasia. Ma poi una carezza leggera mi sfiora il viso e comprendo che quella mano invisibile, autrice di quel gesto affettuoso, è la mano della Natura.

Senza che quasi me ne accorga, la Natura mi prende per mano e mi conduce in un angolo remoto del fiume.

Non appena raggiungo la sponda, mi chiede di spogliarmi.

Vestito solo del mio pudore di uomo, avanzo lentamente nell’acqua. Contrariamente a quanto immaginassi, non è affatto fredda. Mi immergo e all’improvviso ho la sensazione che qualcun altro sia lì con me.

Finalmente la vedo.

È una donna bellissima, dai lunghi capelli ramati. Gli occhi verde smeraldo brillano di luce e il suo volto è rischiarato da un sorriso.

«Chi sei?» le chiedo.

«Gli uomini mi hanno attribuito tanti nomi: Natura, Grande Madre, Physis, Prakṛti, Gaia, Gea, Tellus, Pachamama, Iside, Ashnan. Ma quello che meglio mi identifica è Anima Mundi.»

«Perché?»

«Perché tutto il creato è permeato della mia essenza.»

Lentamente si avvicina e comincia ad accarezzarmi. Al tocco delle sue dita i miei sensi si risvegliano. Sebbene sia immerso nell’acqua, la mia eccitazione è evidente. Arrossisco.

«Scusa», sussurro, vergognandomi di me stesso.

«Non devi scusarti», risponde continuando ad accarezzarmi. «È in momenti come questi che alle anime è concesso il privilegio di rivivere il piacere del connubio universale. I corpi sono il veicolo mediante il quale le anime possono godere l’una dell’altra. Non vi è nulla di più puro e di più sacro di due anime che si amano.»

Così dicendo si avvicina e comincia a baciarmi.

Quanto duri quel momento non saprei dirlo. Per quanto mi riguarda, dura un’eternità. È come se, attraverso il suo amore, il tempo avesse smesso di esistere.

Quando finalmente riapro gli occhi, di lei non c’è più traccia.

Il fiume continua a scorrere allegramente e io sono ancora immerso nelle sue acque. Ma stavolta i sensi si sono sopiti.

Esco dall’acqua, mi rivesto e riprendo il cammino.

Qualcosa, però, è cambiato.

Adesso so che nulla e nessuno potranno mai più separarmi dalla Natura.

Lei è in me e io in Lei.

About Post Author

vincenzo giarritiello

Nato a Napoli nel 1964, Vincenzo Giarritiello fin da ragazzo coltiva la passione per la scrittura. Nel 1997 pubblica L’ULTIMA NOTTE E ALTRI RACCONTI con Tommaso Marotta Editore; nel 2000 LA SCELTA con le Edizioni Tracce di Pescara. Nel 1999 la rivista letteraria L’IMMAGINAZIONE pubblica il suo racconto BARTLEBY LO SCRIVANO… EPILOGO, rivisitazione del famoso racconto di H. Melville. Dal 2002 al 2009 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi tra cui uno presso la sezione femminile dell’IPM di Nisida, esperienza che racconta nel libro LE MIE RAGAZZE – RAGAZZE ROM SCRIVONO edito nel 2019. Tra il 2017 e il 2020 ha ristampato L’ULTIMA NOTTE e pubblicato SIGNATURE RERUM (il sussurro della sibilla), RAGGIOLO, UNO SCORCIO DI PARADISO IN TERRA e la raccolta di racconto L’UOMO CHE REALIZZAVA I SOGNI. Nel 2020 ha pubblicato con le edizioni Helicon il romanzo IL RAGAZZO CHE DANZÒ CON IL MARE. Nel 2021, sempre con le Edizioni Helicon, ha pubblicato il romanzo UN UOMO BUONO (mio padre malato di Alzheimer). Ha collaborato e collabora con diverse associazioni culturali (Magaris; Lux in fabula), con riviste cartacee e digitali tra cui IL BOLLETTINO FLEGREO, NAPOLI PIÙ, MEMO, GIORNALE WOLF, COMUNICARE SENZA FRONTIERE, QUICAMPIFLEGREI.IT. Nel 2005 ha aperto il blog LA VOCE DI KAYFA e nel 2017 LA VOCE DI KAYFA 2.0. Dal 2019 ha attivato il sito www.vincenzogiarritiello.it. Per la sua attività di scrittore e poeta in vernacolo ha ricevuto riconoscimenti letterari.
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