Al di là della nutrita presenza di pubblico non dispiace mai, anche se a volte è il risultato di una precettazione degli organizzatori tra amici e conoscenti per evitare spazi vuoti, a colpirmi positivamente è stata l’attenzione e la partecipazione con cui i presenti hanno seguito l’evento, ponendomi domande sulla mia passione per la scrittura e dove trovo spunto per i miei racconti; facendo riflessioni sulle tematiche in discussione, inducendomi a fare delle rivelazioni che fino allora avevo tenuto gelosamente per me riguardo a UN UOMO BUONO (mio padre malato di Alzheimer), il romanzo in cui ho raccontato la tragedia che vivemmo con la mia famiglia quando papà si ammalò di Alzheimer.
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